Calcio

Il calcio italiano non lo dimenticherà, l’addio fa rumore: tifosi in lacrime per il lutto

candele lutto
Il calcio italiano non lo dimenticherà, l'addio fa rumore: tifosi in lacrime per il lutto - cristianolucarelli.it (Pizabay)

A gennaio non si parla solo di risultati e di calciomercato. Il calcio è stato colpito da un lutto dolorosissimo, un addio che fa rumore: tifosi in lacrime.

Ci sono uomini che non cercano la luce dei riflettori delle grandi arene, ma che la luce la portano ovunque vadano, specialmente su quei campi di periferia dove il calcio è ancora sudore, sogni giovanili e puro volontariato. Lo sport toscano, e in particolare quello della città di Prato, oggi si sente improvvisamente più povero, smarrito davanti alla perdita di una figura che per oltre cinquant’anni ha rappresentato il motore silenzioso dell’associazionismo. Parliamo di un uomo che ha saputo trasformare la passione di un adolescente, arrivato in città negli anni Cinquanta dalla provincia di Siena, in una missione istituzionale senza eguali. Prima ha calcato l’erba con i calzoncini corti nelle giovanili locali, poi ha impugnato la racchetta da tennis, ma è stato con la cartella da dirigente sotto il braccio che ha lasciato l’impronta più profonda.

La sua firma è impressa nella crescita di decine di società dilettantistiche e nei vertici del Comitato Olimpico Regionale. Un percorso costellato di onorificenze prestigiose, come quella Stella di Bronzo al merito sportivo che brilla sul petto di chi ha saputo unire la rettitudine morale alla competenza tecnica. Questo “burocrate del cuore” ha ricevuto persino il Discobolo d’oro, la massima onorificenza di un ente che ha guidato con saggezza e fermezza per decenni. Tra un turno di lavoro nel settore delle telecomunicazioni e l’impegno sindacale, trovava sempre il tempo per organizzare un torneo, gestire una segreteria o donare il sangue all’Avis.

Addio a Pierpaolo Barni: una vita dedicata al servizio dello sport

A 82 anni ci ha lasciati Pierpaolo Barni, una delle figure più autorevoli e rispettate del panorama sportivo toscano. Nato a Casole d’Elsa nel 1943 e pratese d’adozione, Barni è stato per decenni l’anima del Centro Sportivo Italiano (CSI). La sua straordinaria scalata dirigenziale è partita dalla base, seguendo l’attività sportiva dei figli all’Unione Sportiva Roberto Colzi e diventando successivamente presidente del Chiesanuova. Sul finire degli anni Ottanta, il suo approdo al comitato pratese del CSI ha segnato l’inizio di una carriera luminosa: dalla responsabilità del settore calcio alla vice-presidenza, fino a raggiungere la presidenza del comitato toscano.

Pallone calcio

Addio a Pierpaolo Barni: una vita dedicata al servizio dello sport – cristianolucarelli.it (Pixabay)

La sua competenza e la sua dedizione lo hanno portato a sedere nella giunta regionale del CONI, dove è stato insignito della Stella di bronzo al merito sportivo. Nonostante i ruoli apicali, Barni non ha mai abbandonato il campo: una volta lasciati gli incarichi regionali, ha continuato a prestare la sua opera infaticabile in segreteria per società come La Pietà, il Santa Lucia e il CF 2001. Anche il Casale Fattoria e il Tennis Club Bisenzio hanno voluto ricordare la sua straordinaria umanità e professionalità. Barni non era solo un dirigente, ma un esempio di cittadinanza attiva: rappresentante sindacale della Sip negli anni Settanta e storico donatore Avis, ha incarnato quei valori di solidarietà e impegno civile che hanno reso grande lo sport di base. Con la sua scomparsa, Prato perde non solo un dirigente illustre, ma un pezzo della sua storia sociale più autentica e pulita.

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