Il rifiuto di Jannik Sinner fa davvero rumore: il pubblico dell’Australian Open è rimasto senza parole, nessuno se lo sarebbe mai aspettato.
Jannik Sinner ha dimostrato più volte di non curarsi delle critiche che gli sono piovute addosso in questi anni. Il numero 2 al mondo preferisce dare risposte sul campo a chi lo accusa di ‘scarsa italianità’, sia per le sue origini altoatesine che per la residenza a Montecarlo (ma anche per non aver giocato l’ultima Coppa Davis). Ma non è tutto: gli haters ritengono anche che Sinner venga favorito dall’ATP.
Per i detrattori di Jannik, ad esempio, la squalifica di tre mesi per la vicenda Clostebol è stato un trattamento troppo morbido rispetto a quello che avrebbero ricevuto tennisti meno noti. Proprio in questi ultimi giorni è però sorta un’altra polemica: la chiusura del tetto della Rod Laver Arena proprio nel momento di maggior difficoltà di Sinner contro l’americano Spizzirri ha scatenato un nuovo dibattito, soprattutto sui social.
In realtà, come già spiegato chiaramente dagli organizzatori degli Australian Open, quando le temperature raggiungono picchi elevati il tetto viene chiuso per preservare la salute e la sicurezza dei giocatori, dei rispettivi staff e di tutto il pubblico. Il caso ha voluto che contro Spizzirri la chiusura del tetto sia arrivata proprio quando Jannik stava accusando crampi in tutto il corpo: in questo modo il numero 2 al mondo ha potuto recuperare quelle energie che gli hanno poi permesso di rientrare in campo e battere il suo avversario.
Pazzesco Sinner, ha detto no: ribaltone agli Australian Open
Una vicenda su cui ha voluto fare piena chiarezza anche il coach di Jannik Sinner, Darren Cahill: “Tutti sapevamo che il tetto sarebbe stato chiuso a un certo punto della giornata a causa del caldo – le parole dell’allenatore australiano ai microfoni di ESPN – Sapevamo che ci sarebbero stati 10 minuti di stop tra il terzo e quarto set, quindi stavamo cercando di far arrivare Sinner a quel momento”.

Cahill rivela un retroscena su Sinner: il numero 2 al mondo ha detto no – Cristianolucarelli.it (Screen YouTube Sky Sport Tennis)
Sempre Cahill è poi intervenuto anche sulla scelta dell’organizzazione degli AO di far giocare l’ottavo di finale tra Sinner e Darderi sulla Margaret Court Arena e non sulla Rod Laver Arena. Il coach ha precisato che Sinner non ha mai chiesto di giocare di sera, nonostante dopo il ritiro di Mensik contro Djokovic fosse emersa questa possibilità.
“Quando Mensik si è ritirato è stato offerto a Jannik di giocare di sera, ma era contento del programma e ha rifiutato – ha aggiunto Cahill – Non c’è nessun problema per lui a giocare in questo stadio. Non ha voluto cambiare la programmazione, ha semplicemente rispettato il programma“.








